Fase 2: una voce dalla movida. Il Chiasso Bar.

Sull’annuncio del 26 Aprile sulla FASE 2 del presidente del consiglio Conte le aspettative erano sicuramente alte, molte imprese di ogni categoria si aspettavano una regolamentazione delle loro attività, la possibilità di riaprire in modo sicuro per poter ritornare, con le giuste accortezze, alla tanto attesa e sospirata normalità. Lo scenario Siciliano non si discosta da quello di altre regioni, anche qui come nel resto d’Italia c’è un malcontento che in questi giorni si fa sentire maggiormente, ci si chiede però anche se il Governo avesse realmente potuto agire in modo diverso.

Una normalità rivisitata: le nuove abitudini

In queste settimane di quarantena (3 settimane, 21 giorni, e chissà quante ore) le esistenze di tutti sono state stravolte. Molti percepiscono di star vivendo con gli occhi chiusi, in attesa di svegliarsi e di riprendere la normalità delle proprie vite; delle volte si avverte una strana sensazione che ogni tanto bussa alla porta e si manifesta: la coscienza di una vita sospesa e di momenti dell'esistenza sprecati.

PALERMO in quarantena: photo gallery

“PALERMO in quarantena” è la testimonianza di una Palermo calma, raccolta, in un silenzio assordante in antagonismo con la sua vera natura. Palermo da sempre è definita e si definisce come l’insieme di realtà che fanno fatica a trattenersi. Sono giorni particolari, la gente non riesce a gestire il proprio stato d’animo, impaurita e confusa da quello che stiamo affrontando e così cerca calore come può: stando tutto il giorno affacciata al balcone della propria casa e facendo amicizia con vicini a cui non avrebbero mai rivolto la parola pur di percepire nuovamente la sensazione di far parte di qualcosa. I negozi sono chiusi, le saracinesche abbassate, e si intravedono poche persone che fuggono a casa dopo essere scese per fare qualcosa che fino a poco tempo prima era la loro tranquilla quotidianità, ma che ora vivono con paura, come fare la spesa o comprare il pane.

Se la quarantena ci fa riscoprire un nuovo modo di essere umani

Ora abbiamo tutto il tempo necessario per pensare. Un tempo che si dilata nei piccoli spazi che ci rimangono come spazi franchi, concessi. È in questa incertezza, in questi spazi siderali che ricordiamo di essere umani. In tutta la nostra bellezza e in tutta la nostra fragilità.