24000 giovani medici tenuti in ostaggio dal ministero: l’intervista

24000 giovani medici tenuti in ostaggio dal ministero: l'intervista

2020: pandemia covid, reparti ospedalieri sull’orlo del collasso e 24000 medici – aspiranti specializzandi – che a meno di un mese dalla teorica presa di servizio, non sanno se effettivamente saranno assegnati ed eventualmente dove
ovvero
L’Italia e l’importanza che viene data alla formazione dei giovani medici

L’intervista a Danilo Gambino, giovane medico palermitano e aspirante specializzando.

Il 22 settembre si è tenuto il concorso di ammissione alle scuole di specializzazione di area medica. Quando sarebbe dovuta uscire la graduatoria?

Il bando, pubblicato il 24 Luglio, prevedeva la pubblicazione della graduatoria il 5 ottobre, subito dopo doveva seguire la fase di scelta e le assegnazioni (che per noi aspiranti specializzandi significano sapere QUALE scuole di specializzazione e in che CITTÀ) dovrebbero essere state rese pubbliche il 12 Ottobre. La presa di servizio invece era fissata per il 30 dicembre.

Quindi oggi, 5 Dicembre, tu sai già dove sarai e cosa farai per i prossimi quattro o cinque anni della tua vita.

NO. È questa l’assurdità. Perché di tutte queste date e scadenze fino ad ora è stata rispettata soltanto la data del test.
Il 5 ottobre, ossia il giorno stesso in cui la graduatoria doveva essere pubblicata, il Ministero comunica che questo non avverrà nel giorno prestabilito a causa dei ricorsi. Da allora inizia un epopea che in realtà non si è ancora conclusa.

Quando viene pubblicata la graduatoria?

La graduatoria viene alla fine pubblicata il 26 ottobre, ma rimane provvisoria. L’apertura della fase di scelta? Da uno dei cronoprogrammi è prevista per il 23 Novembre. e in effetti viene aperta proprio quel giorno, ma alle 22. A questo balletto seguono ulteriori ritardi e rinvii. Questa viene prolungata fino al 30, giorno in cui erano prevista le assegnazioni. La chiusura era prevista alle 12, infatti chiudono alle 12 e riaprono però alle 12.05. Richiudono a mezzanotte e l’indomani aprono e chiudono poi nuovamente. L’ultima comunicazione ufficiale risale alle 19.30 del 3 Dicembre, giorno in cui le assegnazioni vengono ulteriormente rinviate al 15 Dicembre. Attualmente siamo in ritardo di quasi due mesi e la presa di servizio rimane fissata per il 30 dicembre. Ciò significa per molti doversi trasferire e trovare casa in meno di due settimane.

Come ci si sente a non sapere ancora, a quasi tre mesi dal test e e a meno di un mese dall’inizio di un nuovo capitolo, cosa ne sarà esattamente del proprio futuro?

Io sono molto confuso. Le mie prime scelte prevedono un trasferimento al nord Italia e in effetti attualmente i biglietti aerei costano molto poco. Ma come posso prendere i biglietti se non so nemmeno dove verrò assegnato? Il vero problema è comunque non sapere quando si saprà.

Tu come pensi di organizzarti?

Io prenderò dei biglietti alla cieca, senza sapere se effettivamente potrò partire o no. Nel frattempo mi sono anche dimesso. Ora sto lavorando al triage per pazienti covid e ovviamente questo no sarebbe compatibile con la presa di servizio in specializzazione, che probabilmente rimarrà il 30 viste le affermazioni del Ministro Manfredi che, nel suo “messaggio ai medici specializzandi” su Facebook, afferma che “la nostra formazione non verrà assolutamente intaccata“.

È il primo anno che ci sono dei ricorsi?

No, i ricorsi ci sono sempre stati. Ma sicuramente è il primo anno che 24000 medici specializzandi sono lasciati in un limbo da quasi tre mesi. I ricorsi non possono giustificare la totale mancanza di organizzazione e comunicazione.

Ti sei pentito di aver scelto di intraprendere la tua formazione specialistica in Italia?

Il punto è che le alternative sono complesse. Questo è l’unico motivo per cui non mi sono pentito di avere scelto di formarmi qui. Se le alternative fossero state più facilmente praticabili sì, probabilmente sarei molto pentito. Se tu facessi la stessa domanda a quei colleghi a cui erano stati offerti dei contratti in Germania ti direbbero che sì, se ne sono pentiti. Purtroppo nella gran parte dei paesi europei è richiesto un livello di lingua molto alto e spesso anche i procedimenti per ottenere l’abilitazione sono molto lunghi e costosi.

Tutto sommato posso ritenermi fortunato perché so che da qualche parte riuscirò ad ottenere una borsa, mentre molti non sanno ancora se entreranno o meno. Non sanno se dovranno studiare nuovamente per l’anno prossimo o magari per il test di medicina generale -che sarà a Gennaio. Non sanno se dimettersi, se possono accettare contratti. Anche io, oltre essermi dimesso, ho anche rifiutato molte offerte di lavoro. Ma come me lo stanno facendo altri colleghi, che magari si ritroveranno poi senza lavoro e fuori dalle assegnazioni.


A cura di Maria Francesca Saija

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