Hamilton implacabile. L’inganno Verstappen . Vettel sesto e Leclerc undicesimo

Mercedes: 9

E’ un dominio inesorabile quello della Mercedes. Miglior vettura e miglior pilota, già in qualifica il miglioramento di un secondo sul giro rispetto l’anno precedente faceva intendere quale balzo in avanti avesse fatto la scuderia tedesca. Non che ce ne fosse bisogno. Il Campione del Mondo Lewis Hamilton non perdona e mantiene altissimo il livello di sfida con se stesso, mai mollare e migliorarsi sempre; d’altronde quando non hai rivali puoi solo sfidarti allo specchio. Pensare poi che abbia doppiato quasi tutte le vetture in pista esclusi i suoi tre inseguitori (e per poco anche Albon) ci fa capire ancora una volta la differenza tra il Re della Formula 1 ed il resto del paddock. Con questa vittoria l’inglese raggiunge il record di 8 vittorie in un circuito insieme al leggendario Michael Schumacher.

Valteri Bottas, come sempre, lascia intendere che questa volta il trono del compagno di squadra sia in discussione, ma poi puntualmente non tiene il passo. In fondo non è è stata nemmeno una brutta gare per il finlandese, anzi, ma la responsabilità che gli compete è molto più alta e se vuole essere considerato al pari di Hamilton non può chiedere indulgenza. Sbaglia la partenza rimanendo in stallo, serve su un piatto d’argento l’impresa Verstappen senza poi riuscire a raggiungerlo nei giri finali. Chiude terzo e non ci sono scuse se hai quella macchina.

Hamilton: 10 Bottas: 4,5

Red Bull: 10

Sembrava già finita prima di cominciare la gara di Max Verstappen, capace di schiantarsi durante il giro di ricognizione (gesto straordinario). Prontamente la fortuna di tutti coloro che non hanno motore Ferrari arriva, Max rimette in pista la macchina ed i meccanici fanno il miracolo sostituendo il muso e riparando i danni. Da regolamento nessuna penalità, e così meglio sbattere ora che non in gara. Infatti l’occasione arriva subito alla partenza. I lenti Bottas e Perez permettono a Verstappen, settimo in griglia, di fendere il gruppo dalla sinistra guadagnando la seconda posizione fino alla bandiera a scacchi. Uno squalo.

Alex Albon ha svolto il suo compito, non con qualche difficoltà ma con buoni punti. Chiude quinto dopo essere partito tredicesimo, certo ancora lontano dal compagno di squadra Max lo squalo. Dopo l’incidente in Austria con Hamilton, simile al Brasile dell’anno scorso, il thailandese non sembra più così sicuro di sé e perde un po’ di smalto. Nonostante ciò, la prestazione è buona e consegna punti importanti alla scuderia in lattina.

Verstappen: 9 Albon: 7

Ferrari: 5

Il progettista della Panda aveva più fantasia, osiamo dire. In qualifica si era preso il massimo possibile, forse troppo, con Sebastian quinto e Charles sesto. Vettel parte bene e approfitta anche lui del bloccato Bottas davanti a lui, ma si trova dal lato più trafficato in curva ed il bottino va a Verstappen. All’immediato cambio gomme nei primi giri, vista la pista sempre più asciutta, arriva anche la sfortuna; pronto a ripartire si trova in mezzo al traffico dei rientri ai box dei concorrenti, secondi fatali capaci di far perdere forse non solo la quinta ma la quarta posizione (almeno la vista). La vettura è difficile da guidare, strema i piloti ma Vettel oggi risponde bene, bravo!

Leclerc era reduce dalla follia di settimana scorsa costata la gara a tutto il team, per non parlare della vergogna. Il predestinato si cosparge il capo di cenere ed è subito pronto a cercare nuove prodezze. E le abbiamo viste anche se a metà gruppo. Per lui gomme rosse e non gialle come Vettel, la mossa si rivela disastrosa nella prima parte di gara con il grave deterioramento dell’anteriore sinistra. Costretto così a battagliare innumerevoli volte con Sainz, Norris ed altri, ci regala delle difese ed incroci capaci di farci emozionare. Il tifoso rimane con gli occhi a cuoricino alla vista di Carletto, ma tali battaglie portano ad una maggiore usura delle gomme e forse una guida più conservativa avrebbe permesso di raggiungere almeno 1 punto. Chiude undicesimo ma la colpa è di macchina e pneumatici.

Vettel: 7 Leclerc: 6,5

Racing Point: n.c.

Le mercedes rosa vanno bien, per cui sembra superfluo aggiungere un voto alla disponibilità economica del proprietario papà Stroll. Dicono di aver copiato i tedeschi dalle foto e questo è lecito ma come si può copiare qualcosa che è all’interno senza che ti abbiano passato i progetti? Dopo il reclamo Renault speriamo in approfondite indagini.

Nel frattempo andiamo ai due fortunati piloti con in mano la versione rosa della vettura campione del mondo costruttori 2019, i quali avevano ottenuto la terza e la quarta posizione nelle qualifiche. Il più esperto Perez spreca tutti i vantaggi che aveva alla partenza e non riesce ad essere al livello degli avversari durante la gara, troppo anonimo chiude settimo. Il figliol prodigo Stroll invece si diverte, corre ed arriva liscio alla quarta posizione. Purtroppo per lui la differenza di qualità con Verstappen emerge anche nel risultato.

Perez: 4 Stroll: 6

A metà del gruppo:

Meclaren 4 Renault 6 Alpha Tauri 4 Haas 8

Non può gioire la Mclaren, capace in Austria di essere la terza scuderia della Formula 1 mentre oggi solo in zona punti con Sainz decimo. Norris regala un bel duello con Leclerc ma il risultato era già compromesso.

Renault sempre mediocre ma oggi sufficiente visti i concorrenti. Ogni anno ci si aspetta la svolta per la squadra francese che sogna di tornare tra le big come negli anni d’oro di Briatore ed Alonso, non a caso quest’ultimo tornerà l’anno prossimo. Quel sogno è ancora lontano.

L’ex Toro Rosso, ora marca d’abbigliamento Alpha Tauri ma sempre scuderia italiana al soldo Red Bull, chiude la giornata malamente. Durante il giro di ricognizione Kvyat chiede di azzardare una partenza dai box per cambiare subito le gomme da intermedie a slick ma l’appello rimane inascoltato, sarebbe stata un’intuizione d’oro che infatti ha sfruttato qualcun altro. Il povero Gasly si ritrova invece prematuramente in pit lane per via del guasto al motore, il quale era addirittura nuovo, sostituito nel week-end.

L’iracondo Ghunter Steiner (lo capiamo) stavolta può abbozzare un mezzo sorriso grazie alla rapida scelta di partire dai box con gomme d’asciutto battendo sul tempo tutti gli altri. Tale scelta ha permesso ad una vettura sicuramente insufficiente di ritrovarsi per buona parte della gara tra le prime posizioni. Purtroppo il divario con le altre squadre è tale che alla fine solo Magnussen è riuscito a guadagnare punti concludendo nono.

Sainz 6 Norris 5 Ricciardo 6 Ocon 4,5 Gasly n.c. Kvyat 6,5 Magnussen 7,5 Grosjean 4

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