LOVE. La freccia di cupido dissangua il cuore

Un ragazzo e una ragazza si incontrano, e fin qui ci siamo, lui strano e imbranato mentre lei disinibita e ribelle, ah ok la solita storia. Premesse ormai blande che hanno il gusto del già visto, sembrerebbe. Se non vi lascerete fermare dalle apparenze Love, una produzione Netflix, saprà darvi la vostra dose di pianti e gioie in modo non banale, finestra sulle relazioni moderne e le loro stranezze. In fondo per una commedia romantica le premesse si assomigliano tutte, è il cammino come nella vita a fare la differenza. Di nerd sfigati con donne estroverse piene di problemi ne abbiamo viste di ogni nella serialità hollyvoodiana, come Otis e Maeve in Sex education ad esempio o Joel Barish e Clementine Kruczynski in “Se mi lasci ti cancello”. Il binomio timido con spigliata funziona sempre, sa colpirci per le sue contraddizioni ed è un mezzo per mettere ancor più in luce le difficoltà di un rapporto.

Le menti

La serie è stata prodotta da Netflix nel 2016 fino a concludersi nel 2018 dopo tre stagioni; ideata da Judd Apatow, Paul Rust e Lesley Arfin. Questi ultimi due sono anche compagni nella vita e, possiamo azzardare, diversi spunti nella sceneggiatura vengono proprio dal loro affetto reciproco. Paul Rust non è solo creatore e sceneggiatore dello show ma ne è anche cooprotagonista insieme alla bellissima Gillian Jacobs, che potreste aver visto nella serie comica The Community. I due formano una coppia sul set fenomenale, capace di farvi sentire ogni emozione, ogni groppo in gola, ogni carezza. Il duo ricorda immediatamente le dinamiche del grande schermo di Woody Allen, vuoi per la somiglianza tra quest’ultimo e Paul Rust, vuoi per una deliberata scelta stilistica. Ma andiamo a noi, chi sono queste due anime sofferenti?

La coppia

Siamo a Los Angeles, Gus (Paul Rust) è un timido e imbranato trentenne che vive dentro la O della scritta Hollywood, la seconda dove costa meno afferma. Sogna di diventare uno sceneggiatore, partendo da piccole serie tv fino al grande schermo per tornare ai fasti del thriller erotico di Brian de Palma. Per il momento invece deve accontentarsi di essere il maestro sul set degli attori minorenni di Wichita, scadente teen drama che fa il verso a Buffy. In tutto questo viene anche tradito e scaricato dalla ragazza con cui conviveva, aveva commesso il fatale errore di essere troppo amorevole e gentile con lei, che stupido! Il primo episodio racconta non l’incontro con la sua futura femme fatale ma si sofferma invece proprio sulla vita di entrambi, le loro debolezze con i loro fallimenti. Se Gus è fermo nel suo orticello senza spiccare il volo, beh Mickey (Gillian Jacobs) non è messa meglio. La ragazza, 33 anni, lavora come program manager per un programma radiofonico del dottor Greg, psicoanalista che ogni giorno ascolta i problemi degli altri donando loro banalità e buoni propositi. Mickey è disordinata, svampita, iperattiva e triste, negli anni i suoi problemi di alcool e droga si sono fatti sempre più opprimenti. La sua compagnia quotidiana era il fidanzato cocainomane, un pallido calvo che ancora vive con i genitori da cui riceve la paghetta per comprarsi le pillole. Mickey è una ribelle e a tratti egoista e manipolatrice, anzi molto più che a tratti, è la risposta che ha trovato ai colpi che le arrivano dalla vita. Non la si giustifica ma possiamo capire perché sia così di puntata in puntata, intossicata dall’idea di essere una brutta persona che non può che pensare di meritarsi il dolore. << Io sono a mio agio col dolore; è alla felicità che non sono abituata>>. I due sono alla ricerca dell’amore, domandandosi se sono loro ad essere sbagliati o se lo è il mondo. Da questa ricerca, durante il loro sconforto, il fato ha voluto che si incontrassero.

L’amore

Love è una lente di ingrandimento sulle relazioni moderne, fatte di lunghe attese su whatsapp, incomprensioni, supposizioni e parole non dette. Tutte le difficoltà, le stranezze e dolorose coltellate che tutti oggi potremmo aver vissuto almeno in parte trovano qui rappresentazione. Lui: devo dirle che mi piace? Ma è palese, sta giocando con me? Dovrei guardare alle altre a cui piaccio ma che non piacciono a me? Lei: perché penso sempre a lui e voglio parlargli? Perché dovrebbe stare con una incasinata come me, lui merita una brava ragazza ed io non lo sono! Allora perché penso soltanto a lui? E così via nelle liti e ferite reciproche, tra feste improvvisate ed appuntamenti elaborati. I dialoghi, insieme alle sorprese nella trama, arricchiscono la serie rendendola un piccolo gioiello, come anche la caratterizzazione dei personaggi secondari. Nessuno rimarrà lo stereotipo da cui sapete cosa aspettarvi, ognuno ha qualcosa da dire dietro la copertina, come se gli sceneggiatori stessi volessero giocare con noi spettatori ormai cresciuti con la tv. Così come nulla è scontato tra i due protagonisti; non è un colpo di fulmine ma l’incontro di due anime che a poco a poco scontrandosi sentono di essere affini. La goffaggine di Gus e la sfrontatezza di Mickey donano buffi risultati e dinamiche credibili, contraltare alla finzione hollyvoodiana in cui non fanno altro che convincerci a trovare l’anima gemella. I due torsoli di mela non si ricongiungeranno perché così è scritto nel destino, serve impegno, fatica e dolore per costruire un rapporto, insieme a quell’inspiegabile droga che è l’amore.

Una dolce e struggente commedia romantica che saprà scaldarvi il cuore e farvi riflettere su voi stessi. Attenti però, il disagio è forte in questo show e lo sentirete tutto nel vostro stomaco.

Giorgio Mineo

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