Confessioni di un sicario dell’economia

I sicari dell’economia sono dei professionisti ben retribuiti che sottraggono migliaia di miliardi di dollari a diversi paesi in tutto il mondo. Riversano il denaro della Banca Mondiale, dell’Agenzia Statunitense per lo Sviluppo Internazionale (USAID) e di altre organizzazioni “umanitarie” nelle casse di grandi multinazionali e nelle tasche di quel pugno di ricche famiglie che detengono il controllo delle risorse naturali del pianeta. I loro metodi comprendono il falso in bilancio, elezioni truccate, tangenti, estorsioni, sesso e omicidio. Il loro è un gioco vecchio quanto il potere, ma in quest’ epoca di globalizzazione ha assunto nuove e terrificanti dimensioni. Lo so bene io ero un sicario dell’economia.”

John Perkins era un sicario dell’economia. Il suo è un racconto toccante che mette in luce un caso esemplare di pentimento e autocoscienza, ancora più ammirevole perché la realtà politico-economica e sociale che ci descrive, accompagnandola a digressioni etiche e autobiografiche, è palesemente in contrasto con la “corporatocrazia”, come la definisce lui. L’autore delinea molto nitidamente e chiaramente un sistema oligarchico di potere economico e politico che trova i suoi promotori principali negli Stati Uniti e nei paesi europei.
Quest’ intricata rete di potere consiste in un’ alleanza tra banche internazionali, come il Fondo Monetario Internazionale, la Banca Mondiale e altre banche nazionali, corporations (società per azioni, multinazionali, società di ingegneria moderna e di costruzione ecc.) e il Governo degli Stati Uniti d’America.
Perkins lavora per una società di consulenza, la Chas T. Main, che lo assume come economista e responsabile dell’elaborazione di progetti e previsioni econometriche ed energetiche. Il sistema funziona in questa maniera: il governo americano s’impegna affinché le grandi multinazionali non vengano sottoposte a restrizioni di varia specie nel loro operato, si preoccupano di corrompere i vari direttori delle testate giornalistiche più influenti, perché non pubblichino notizie scomode al riguardo e utilizzano le multinazionali stesse e la loro presenza nei paesi sottosviluppati e in via di sviluppo per mantenere su di essi un certo controllo politico-economico, nonché per accaparrarsi le loro risorse essenziali di petrolio e acqua.
Le multinazionali, che lavorano a stretto contatto con il governo statunitense, si avvalgono di società di consulenza, come quella di John Perkins, che impiegano i loro “economic hit men” per convincere questi paesi a contrarre ingenti debiti, impossibili da saldare, con il governo americano, la Banca Mondiale, il Fondo Monetario Internazionale e altre organizzazione “umanitarie”. (Paesi sfruttati: Panama, Iran, Iraq, Arabia Saudita, Indonesia, Bahrein, Guatemala, Ecuador, Cile, Perù, Colombia, El Salvador). Una volta contratti questi debiti spaventosi per la loro entità quantitativa, i paesi sono asserviti di fatto agli USA e alle multinazionali presenti sui loro territori che espropriano tutte loro risorse, incuranti della sostenibilità ambientale e umana di ciò che fanno. I sicari dell’economia hanno la funzione di occultare la propria attività agli altri e di formulare dei progetti di costruzione e di manutenzione di strutture, quali reti ferroviarie, impianti elettrici e telematici ecc., che vengono realizzati da imprese di ingegneria e costruzione, come la Bechtel, la Zapata Oil e la Harken Energy di George W. Bush, in rapporto di corruzione e concussione con il governo. Questi progetti sono manipolati cosicché si possa giustificare formalmente l’impiego di capitali che questi piani di costruzione, totalmente fuori dalle realtà dei paesi che li devono accogliere e imposti con la violenza, richiedono.

La Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale hanno il ruolo di studiare e controllare le previsioni e i progetti stilati dai sicari dell’economia, per valutare la loro veridicità e fattibilità, ma, di fatto, li approvano senza indugio, soprattutto perché i massimi dirigenti delle banche in questione sono spesso piazzati dal Governo degli Stati Uniti o dalle multinazionali stesse, alle quali sono destinati i capitali provenienti dai prestiti erogati agli stati sfruttati dalle banche internazionali, quindi dagli USA (Robert McNamara, presidente della Ford, presidente della Banca Mondiale e segretario della difesa sotto Kennedy ne è un esempio evidente). Perkins ricorda le gesta di molti esponenti di rilievo nella resistenza all’imperialismo di nuovo stampo degli Stati Uniti, come Omar Torrijos a Panama, Jaime Roldòs in Ecuador, Salvador Allende in Cile, Mossadeq in Iran, Sukarno in Indonesia, Hugo Chàvez in Venezuela, Jacobo Arbenz in Guatemala. Furono tutti deposti o assassinati dalla CIA, tranne Chavèz.
Il percorso che segue il Governo americano per soggiogare i paesi ultrapoveri, ma ulraricchi di petrolio è di inviare prima i sicari dell’economia che devono persuadere i capi di stato a contrarre debiti esosi, poi gli “sciacalli della CIA” che li assassinano, qualora questi dovessero mostrare delle ritrosie o organizzare delle rivolte, infine l’esercito, come è avvenuto in Iraq e avviene in Afghanistan tutt’ora.
John Perkins traccia una linea storica di evoluzione dal 1963 fino ad oggi, dall’inizio del neocapitalismo finanziario della globalizzazione fino all’11 settembre 2001 e alla guerra in Iraq del 2003. Ci costringe a riflettere, ad iniziare un processo di autocoscienza e a vedere tutti i fatti storici più importanti, come l’11 settembre 2001, sotto un’altra luce. Ci sprona ad assumere il punto di vista dei terroristi, degli sfruttati, dei poveri, dei denutriti, delle famiglie povere e dei popoli martoriati da una politica imperialista invasiva che devasta tutto ciò che incontra. E’ un’evoluzione continua quella che coinvolge l’impero globale degli USA, delle banche internazionali e delle multinazionali, responsabili di recessioni, congiunture e crisi economiche. Anche i sicari dell’economia, come spiega Perkins, hanno mutato i loro connotati, soprattutto nell’operazione SALMA e JECOR in Arabia Saudita, ma questo e molto altro lo scoprirete nel libro che è fondamentale per chi ha un bisogno impellente di risposte.

Ugo Giarratano

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