Perché Olanda e Germania non vogliono i coronabond?

Ci risiamo, la diatriba eurobond si eurobond no è tornata. La cattiva Europa non capisce la situazione e nella sua miopia affama i popoli mediterranei. Nemmeno la disastrosa pandemia riuscirà ad illuminare le menti teutoniche? I fumi dell’allegria di Amsterdam offuscano gli olandesi? Questi sono un po’ di luoghi comuni alla leggera, una goliardia, ma permettetemi di dire che è la fotografia della nostra visione delle cose, del nostro sguardo all’Europa. Ma è davvero così? Quali sono le ragioni di Germania e Olanda? Cosa sono gli eurobond ed in cosa differiscono dai coronabond? Essi sono la panacea di tutti i mali?

Il Presidente Conte a colloquio con il Premier Spagnolo Sanchez

Eurobond e Coronabond

Ogni Stato sovrano dell’Eurozona può emettere titoli di Stato così da venderli sul mercato, gli acquirenti di tali titoli permettono così allo Stato di avere ulteriori finanziamenti a patto che vengano poi restituiti con gli interessi, a distanza decennale ad esempio. Il famigerato spread, infatti, non è altro che il differenziale tra rendimenti o quotazioni dei titoli di Stato del nostro Paese e la Germania. Il metro di paragone è proprio la Germania poiché è il paese con il rendimento più sicuro, i privati decidono di prestare soldi ad uno Stato comprando i suoi titoli di Stato aspettandosi poi che essi vengano restituiti con gli interessi, ribadiamo. Prestare quindi soldi alla Germania, alla Francia, all’Italia o alla Bulgaria non è la stessa cosa. E’ il riflesso delle politiche adottate dai singoli Stati, dalla certezza del diritto, dallo sviluppo economico, dalla stabilità delle forze politiche; l’incertezza aumenta i tassi di interesse. Questa era una delle ragioni per cui i Paesi rigoristi dell’Unione Europea, con al vertice la Germania, avevano sempre spinto per politiche d’austerity. In questo periodo di crisi, in cui innumerevoli sono i costi sanitari nonché il crollo di tutto il sistema economico per via della quarantena, lo Stato singolo non può fare altro che compiere spesa in deficit ed emettere nuovi titoli di Stato da vendere sul mercato, aumentando il debito pubblico. Per proteggere gli Stati membri dell’UE come l’Italia dalla speculazione finanziaria, la BCE immette liquidità acquistando i titoli di Stato; se infatti il privato compra per il proprio guadagno, la Banca Centrale lo fa per il bene dell’Unione e quindi non speculerà sugli interessi dei titoli acquistati. Allora cosa sono gli eurobond? Essi non sarebbero altro che l’emissione di titoli da parte dell’Unione Europea, quindi non più tanti titoli diversi con ciascun debito per ogni Stato membro ma un unico debito per tutti. In questo modo si cementificherebbe l’Unione, accomunando i rischi ed i finanziamenti, condividendo davvero un solo destino economico: se il mio vicino va male starò male anche io, questo è il principio. La paura dei Paesi come Germania e Olanda è proprio questa, condividere il debito. Per tale ragione il Presidente Conte ha avanzato la proposta dei coronabond, cioè dei titoli di Stato europei ma temporanei, da emettere solo fino a quando non cesserà l’emergenza. Per fare ciò sarebbe però necessario istituire un ente che possa generare i titoli e così via, non è quindi qualcosa che può attuarsi immediatamente. Questa è la ragione per cui alcuni hanno avanzato l’idea di utilizzare i soldi del fondo Salva Stati (MES) istituito nel 2011 per aiutare i Paesi in difficoltà dopo la crisi economica. Italia e Olanda hanno rifiutato questa possibilità per ragioni opposte: la proposta attuale era da intendersi come un prestito, ricevere i soldi del MES per poi restituirli in futuro; secondo l’Italia le condizioni segnate erano troppo stringenti mentre per l’Olanda le condizioni erano troppo blande. La speranza di alcuni è che i fondi del MES vengano messi a disposizione a fondo perduto, cioè senza condizioni per la restituzione.

Angela Merkel insieme al Primo Ministro olandese Rutte

Le paure dei rigoristi

Immaginate di avere i conti in ordine, di avere un notevole e tranquillo sviluppo economico, fate tutto per il meglio e ne siete fieri. Poi un giorno arriva il vostro amico spendaccione e inaffidabile che ancora una volta ha perso tutti i suoi soldi, vi chiede aiuto dicendo di essere cambiato. Gli dareste il vostro denaro? Questi siamo noi agli occhi di Paesi come Germania e Olanda, Stati che negli anni hanno continuato a spendere denaro improduttivamente, accumulando debito per fare contenti i propri elettori. Arrivare agli Eurobond significherebbe mettere insieme il debito, se l’Italia userà male i soldi a disposizione dovranno pagarne il prezzo anche tutti e gli altri e viceversa. Con i coronabond il compromesso sarebbe quello di emettere titoli solo temporaneamente per poi smettere ma, secondo i falchi dell’Unione, si tratterebbe soltanto di un cavallo di troia per poi arrivare agli eurobond. Le misure della BCE basterebbero a tutelare i singoli Stati, senza però farli venire meno alle proprie responsabilità. Gli eurobond sarebbero la scappatoia utile per i paesi non meritevoli di svilupparsi a discapito di chi ha amministrato meglio, questi ultimi dovrebbero sobbarcarsi il peso dell’inettitudine degli altri. E’ proprio questo il ragionamento, il male dell’Europa di oggi, tanti io e nessun noi, un agglomerato di Stati ed egoismi tra chi oltre a una mano vuole tutto il braccio e chi non muoverebbe nemmeno un dito. Le preoccupazioni dei tedeschi sarebbero anche le nostre a parti invertite, ammettiamolo! Continuando così, però, l’Unione Europea è destinata inesorabilmente a morire. Unire il debito e quindi il rischio tra tutti i Paesi membri permetterebbe di riaccendere lo spirito di coesione tra gli Stati ed i cittadini, finanziando insieme come Unione la sanità ad esempio. La paura è che questi finanziamenti saranno spesi male? Bene, facciamo sì che essi siano controllati, vincolati dall’Unione stessa. Ampliamo i poteri della Commissione, aumentiamo l’integrazione politica dei diversi Paesi nel Parlamento Europeo, diamo un senso a quest’ultimo. Controllo politico sulle decisioni, bilancio comune, debito comune, queste sono le premesse necessarie per riaccendere la fiamma europeista. Dopo la Seconda Guerra Mondiale i Paesi europei decisero di eliminare il debito pubblico tedesco per evitare che potesse accadere nuovamente la tragedia del Nazismo, figlia delle condizioni imposte dai vincitori agli sconfitti all’indomani della Grande Guerra. Inoltre gli Stati Uniti realizzarono il piano Marshall, un massiccio piano di investimenti pubblici a fondo perduto per la ricostruzione della Germania. Gli americani sapevano bene che per vincere la guerra fredda sarebbe stato necessario vincere nei cuori delle persone, vincere nello stile di vita, negli ideali democratici, ma come veicolarli? Proprio con il piano Marshall il popolo avrebbe ricordato chi erano stati i loro salvatori. Per le stesse ragioni gli eurobond sono visti da molti come premessa ed unica speranza per il futuro dell’Unione.

Giorgio Mineo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: