aprile 2020: perché abbiamo bisogno di Bellezza

In questi giorni di isolamento forzato capita spesso di confrontarsi per via telematica con colleghi e amici. Capita spesso di confrontarsi anche con lontani, lontanissimi conoscenti. Come ad esempio l’amico di quel collega del primo anno di università che hai incontrato solo un paio di volte al bar e con cui ad un tratto ti ritrovi a parlare di cinema o poesia.

Ora più che mai il nostro animo, nel silenzio in cui ci troviamo immersi -come singoli e come umanità – cerca se stesso e, meraviglia: si ritrova. Rannicchiato nel fondo, dopo un tempo immemore, si svela.

Scosto le tende, la coppia di anziani che abita di fronte parla sul balcone – forse si battibeccano perché la pasta è uscita troppo cotta o perché, accidenti, quando lui ha chiamato Khaled per farsi portare le arance ha dimenticato di commissionargli quel chilo di cipolle che serviva per fare il sugo. Nel frattempo il portiere del loro palazzo, quello di fronte, staziona sul marciapiede, incerto se tenere su la sua mascherina nuova fiammante oppure accendersi l’ennesima sigaretta.

aprile 2020: perché abbiamo bisogno di bellezza
aprile 2020: perché abbiamo bisogno di Bellezza

La bicicletta attaccata al palo sotto alla mia finestra è lì, ferma, da settimane. Si è presa tutta la pioggia, tutto il sole.

La casa è immersa in un silenzio liquido. Per questo riesco a sentire la TV di Clelia, la ragazza dell’appartamento di sopra. A volte la notte sposta la scrivania da una parte all’altra della stanza. Forse anche lei rincorre quel sonno birichino che continua a scapparle via dagli occhi e dalla testa per posarsi sulla scrivania, sui libri, sullo specchio che, chissà, forse le restituisce – come fa con me – un’immagine confusa di occhiaie e irritazione.

È paradossale, ma forse in QUESTO momento più che in tutti gli altri momenti che abbiamo vissuto fino ad ora, siamo noi stessi. È quel “me” rannicchiato nel fondo che inizia a venire a galla, a dirci “ehi, io sono qui” e mostrarsi per quello che intimamente è.
Questo “me” cerca Bellezza e lotta timidamente per trovare altre anime affini nel mondo. Allora, mi dico, dobbiamo lasciare che abbiano luogo queste comunioni di anime e Bellezza. Comunioni che – ora più che mai – sono allineamenti astrali che vanno oltre il semplice “in-contro”. In fondo sì, è così che dobbiamo viverle queste comunioni. Con stupore e gratitudine.

Ora possiamo cercare quella bellezza che spesso non abbiamo il tempo di stare a guardare, che spesso non abbiamo voglia di cercare. Adesso: vediamola, cerchiamola. Viviamo e decidiamo coscientemente di sbocciare con essa.

Maria Francesca Saija

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