L’arte e il settore culturale italiano ai tempi del Coronavirus

Musei Vaticani - Roma

Il Coronavirus ha portato ad uno stato emergenziale che ha messo in crisi, tra gli altri settori, anche il settore culturale e creativo italiano, facendo risaltare criticità già presenti e creandone di nuove, colpendo le grandi istituzioni ma soprattutto le piccole e medie attività ed i diversi attori culturali operanti a vario titolo.

Nella corsa a contrastare i danni del settore sembra emergere la necessità di uniformare una filiera di fatto frammentata, priva di un quadro operativo, economico, e di un piano d’investimenti chiaro ed unitario in grado di fronteggiare momenti di crisi come quello che stiamo attraversando.

Con il DPCM dell’8 marzo 2020, nello specifico in riferimento all’ambito artistico e culturale, sono state predisposte due principali misure al fine di contenere la diffusione del Coronavirus: la prima inerente alla sospensione delle manifestazioni, degli eventi e degli spettacoli di qualsiasi natura, compresi quelli cinematografici e teatrali, svolti in ogni luogo, sia pubblico che privato; la seconda in merito alla chiusura di tutti i musei e degli altri istituti e luoghi della cultura “di cui all’art. 101 del Codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42”.

Circa una settimana dopo, il 16 marzo, il ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini, ha approvato delle misure ulteriori a sostegno dei settori e dei lavoratori del turismo, della cultura, dello spettacolo, del cinema e dell’audiovisivo, integrative rispetto alle già stabilite sospensioni dei versamenti previdenziali e contributivi.

Di rilievo tra queste misure risultano le indennità straordinarie per i lavoratori dei settori sopracitati, insieme con un’estensione degli ammortizzatori sociali per alcune fasce degli stessi, e vengono sospesi i pagamenti dei premi per le assicurazioni obbligatorie per coloro che gestiscono istituti culturali e di spettacolo (quali ad esempio cinema, musei, biblioteche, teatri ecc.). È stato inoltre istituito un “Fondo emergenze spettacolo e cinema” di 130 milioni di euro a sostegno degli operatori, autori, artisti, interpreti ed esecutori.

Al di là delle misure ministeriali per limitare i danni economici ai lavoratori e al settore della cultura, le istituzioni culturali, sia pubbliche che private, hanno attivato una serie di servizi ed iniziative online per rendere l’arte e la cultura fruibile agli italiani direttamente dalle proprie abitazioni, ovviando al divieto di contatto diretto con il proprio pubblico.

Già da qualche anno, ad ogni modo, il settore culturale ha iniziato a sfruttare le potenzialità delle nuove tecnologie, rendendo la comunicazione e l’offerta sempre più accessibile e fruibile in maniera virtuale, soprattutto per venire incontro alle esigenze e alle abitudini delle nuove generazioni, implementando i siti web e le pagine social delle proprie attività e istituzioni per renderle maggiormente interattive.

Modelli ben riusciti e ad oggi consolidati di questa trasformazione sono rintracciabili ad esempio nelle innovazioni di due gallerie d’arte estere, David Zwirner e Gagosian, che hanno inaugurato rispettivamente nel 2017 e nel 2018 delle Online Viewing Room: piattaforme attraverso le quali i collezionisti e gli appassionati d’arte hanno la possibilità di vedere le opere d’arte in alta risoluzione, nonché di ricevere in maniera immediata informazioni sulle stesse tramite un servizio di assistenza online disponibile 24/7.

Ma tornando alla situazione attuale e al panorama italiano, come spesso accade nei periodi di crisi, accanto alle problematiche sopraggiunge una spinta ad aprirsi a nuove prospettive di crescita e, nello specifico del settore, all’opportunità di una maggiore sensibilizzazione nei confronti del valore del patrimonio artistico e culturale del nostro territorio nazionale, finalizzata inoltre, auspicabilmente, anche ad una migliore ripartenza di tutto il sistema al termine di questo particolare periodo.

I musei hanno reagito aprendo i propri archivi e le proprie collezioni a tour virtuali delle sale, integrati con brevi video esplicativi delle varie opere realizzati da esperti, o fornendo ogni giorno nuovi spunti e storie per imparare qualcosa di nuovo, come ad esempio l’iniziativa promossa dal museo MAMbo di Bologna che ogni giorno pubblica sul proprio canale YouTube un video di due minuti in cui artisti ed esperti parlano di alcune tematiche legate alle mostre attualmente in corso. I teatri mettono a disposizione le registrazioni di alcuni spettacoli, così come ha deciso di fare il Teatro Massimo di Palermo con l’iniziativa “La musica non si ferma”. I cinema rendono disponibili gli accessi alle videoteche, come ha disposto la Cineteca di Milano rendendo fruibili centinaia di titoli. Le gallerie d’arte si affrettano a digitalizzare le proprie opere d’arte per renderle consultabili in altissima definizione sulla scia delle esperienze estere. Le case d’asta implementano le vendite online dovendo posticipare quelle in sede e così via.

Ciò che ne deriva è che in questo momento in cui è fondamentale e responsabile (nonché un obbligo) rimanere nelle nostre case, grazie alla tecnologia e alla capacità di adattamento di questo settore, le nostre menti possono muoversi ed esplorare adesso più che mai il patrimonio culturale del nostro paese, ma anche estero, in modo pratico e agevole. L’arte può così farci compagnia, distrarci dalle ansie di questa pressante emergenza sanitaria ,ma ciò che più di tutto dovrebbe farci riflettere è che essa è un mezzo per esprimersi, per far discutere, per sensibilizzare, per mettersi in discussione e migliorarsi, per sentirsi parte di una collettività e che per questo deve essere valorizzata e diffusa, sempre.

Di seguito proponiamo inoltre una lista di 5 musei italiani visitabili online (con i link diretti ai tour virtuali o alle mostre online):

Roberta Sferrazza Papa

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