"Da un grande potere derivano grandi responsabilità" Virus e pericoli per la democrazia.

“Abbiamo investito cifre enormi in deterrenti nucleari, ma abbiamo investito troppo poco in un sistema che possa fermare una epidemia…”. Così Bill Gates profetizzava nel Marzo del 2015, profezia che oggi ritroviamo irrimediabilmente davanti ai nostri occhi. Avevamo pensato che le epidemie fossero solo storia passata, catastrofi legate al medioevo. Invece, oggi, siamo alle prese con ciò che l’OMS definisce una pandemia. In tempi di crisi, come è quello che stiamo vivendo, alla prova non sono soltanto la tenuta del nostro sistema sanitario ed economico, ma anche la salute del tessuto sociale e della nostra democrazia.

Per far fronte all’emergenza si son rese necessarie misure senza precedenti con ampie e dure limitazioni delle libertà personali. Nessuno nega l’eccezionalità della situazione e delle misure, il punto è constatarne i pericoli e vigilare sulle possibili storture proprio per tornare alla normalità in futuro. Anche il Presidente del Consiglio Conte lo ha fatto presente durante la conferenza stampa di presentazione delle più recenti misure: va difeso un bene fondamentale come la salute ma senza dimenticare che altri beni sono ineludibili e fondamentali per la vita come noi la concepiamo nelle democrazie compiute. Con i diritti non si scherza e neanche con la democrazia, è compito di ogni cittadino vigilare e battersi per salvaguardare il nostro stile di vita. “Chi dorme in democrazia si sveglia in dittatura”.

E’ una provocazione forte ma utile a comprendere il ruolo attivo di ciascuno di noi in tempo di pace e, potremmo azzardare, di guerra come oggi. La Costituzione italiana prevede all’articolo 16 che per ordine pubblico o tutela della salute sia possibile sospendere temporaneamente la libera circolazione delle persone; il coronavirus giustifica tali misure. Siamo arrivati necessariamente a limitare la circolazione non soltanto in alcune Regioni ma fin sull’intero territorio nazionale, una crisi senza precedenti. Misure eccezionali per tempi eccezionali ma bisogna ribadire che tale situazione non può prorogarsi nel tempo; non possiamo cedere al rassicurante abbraccio paternalistico dello Stato, la democrazia richiede impegno e dedizione. Sembra superfluo da dire, finita la crisi tornerà tutto come prima, ma quando finirà che cosa avrà lasciato in noi. Fin dalle piccole cose nulla sarà più come prima perché le nostre certezze, le nostre abitudini, la programmazione del tempo sono state irrimediabilmente scosse dal nemico invisibile che è il covid-19. All’indomani del virus sarà sempre più facile, con la scusa di prevenire possibili emergenze attraverso misure restrittive e paternalistiche, arrivare al restringimento delle nostre libertà e diritti. Lo abbiamo già vissuto negli anni del terrorismo all’indomani delle torri gemelle. Ad esempio in Regno Unito si disseminarono telecamere ovunque nel territorio nazionale; il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite congelava i beni dei presunti terroristi senza possibilità di difendersi. Inoltre era già evidente come, in particolar modo negli ultimi anni, i nostri sistemi democratici fossero in cattiva salute: fake news, sovranismo, razzismo dilagante, culto crescente dell’uomo forte. Va ricordato che nel nostro sistema permangono fondamentali garanzie quali il Presidente della Repubblica e la Corte Costituzionale a salvaguardare le nostre libertà e diritti consolidati. Non possiamo però pensare che spetti solo a loro il compito di guardiani della democrazia. Ognuno nel suo ruolo è chiamato a star sveglio e vigile, dalla politica al giornalismo, dal lavoratore allo studente e così via. Viviamo tempi eccezionali da affrontare con eccezionale attenzione.

Giorgio Mineo

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